Balsamo per i capelli

I balsami

Che cosa sono:

Emulsioni o creme che ven­gono applicati dopo lo stampo, lasciati agire per qualche minuto e sciacquati successivamente. Si fis­sano alla cheratina e riducono la carica elettrica del capello. Contengono anche profumi, antibatterici, additivi che formano uno strato protettivo intorno al fusto.

Perché si usano:

Hanno il compito di ren­dere i capelli facilmente pettinabili, soffici e lucenti.

Il parere del dermatologo:

Anche se sono indicati particolarmente per i capelli secchi o danneggiati da permanenti o colorazioni, i balsami possono essere usati con qualsiasi tipo di capello e dopo ogni lavaggio.

Asciugare i capelli

MEGLIO L’ASCIUGAMANO E IL SOLE

Una delle domande più frequenti che vengono poste al dermatologo è se asciugare i capelli con il fon sia dannoso. Secondo gli esperti l’ideale è togliere l’eccesso di acqua con l’asciugamano dai capelli appena lavati, poi lasciarli esposti naturalmente all’aria finché l’umidità non è sparita del tutto. L’aria calda del fon, infatti, stressa i capelli. E’ evidente, però, che nelle stagioni più fredde o quando i capelli sono più lunghi il fon è praticamente indispensabile: va però utilizzato con attenzione. Innanzitutto, non deve mai essere acceso alla massima potenza: il calo­re eccessivo rovina i capelli. Poi, meglio tenere il boc­chettone alla distanza di almeno 15-20 centimetri dai capelli, evitando di insistere troppo a lungo su una sola zona.

Scegliere lo shampoo

Esistono alcuni criteri elementari cui attenersi. Se il cuoio capelluto è sano, basta sceglierne uno che sia delicato e il meno irritante possibile, che abbia una preparazione con ph (il grado di acidità) compreso tra 4 e 6, quindi leggermente acido. Dovrebbe essere il più naturale possibile senza conservanti e forti pro­fumi, non dovrebbe produrre troppa schiuma e non essere troppo sgrassante. Dovrebbe limitarsi a deter­gere la secrezione del sebo, lo sporco provocato dagli agenti atmosferici e lo strato di cellule morte. Uno shampoo simile è adatto a tutti: ai bambini, agli adulti, a chi ha i capelli secchi, a chi li ha grassi e ciò perché svolge un’importante azione detergente senza comportare rischi peri capelli.

 

Shampoo medicati

Alcuni shampoo specifici, delicati o leggermente forti sono consigliabili per le persone che presentano un’eccessiva produzione di sebo. Esistono molti pre­parati che assicurano questi requisiti e sono consi­gliati dal dermatologo o dal farmacista. Contra­riamente a quanto si pensa, questi prodotti hanno un costo contenuto rispetto a quelli che troviamo nei supermercati. Invece bisogna stare molto attenti a certi prodotti di nessuna qualità, cosmetologicamente e dermatologicamente scadenti, che hanno l’unico vantaggio di costare poco. Questi prodotti vanno usati solo raramente, per non rischiare possibili danni alla pelle, irritazioni  e fenomeni di sensibilizzazioni (come gli eczemi).

 

Come scegliere lo shampoo

In sintesi, uno shampoo di qualità dovrebbe avere le caratteristiche che seguono:

 

  1. Non contenere troppi tensioattivi, quindi fare poca schiuma, o detergenti aggressivi che sgrassano eccessivamente.
  2.  Essere neutro o leggermente acido. Ricordiamo che uno shampo con ph decisamente acido è utile in alcune dermatosi del cuoio capelluto. Sono assoluta­mente da evitare i preparati alcalini.
  3.  Essere composto da sostanze di buona qualità naturali o di sintesi. Non dimentichiamo che il natu­rale a tutti i costi non sempre è garanzia di sicurezza.
  4.  In caso di dubbio sul tipo di shampoo più adatto conviene farsi consigliare dal dermatologo o dal far­macista.
  5. Attenzione alle super miscele: cocktail di erbe, sostanze attive normalizzanti e così via.
  6. Meglio un’unica azione mirata é sicura che un miscuglio di tutto.
  7. Meglio fidarsi di ditte serie piuttosto che affidarsi a barattoli più o meno anonimi che garantiscono “miracoli”.
  8. Uno shampoo medicato di buona qualità guari­sce o corregge certi disturbi. Non farà mai ricrescere i capelli caduti.
  9. Lo shampoo-balsamo è utile per i capelli che sono particolarmente elettrici o difficili da pettinare.

 

Regole per usare bene lo shampoo

 

Per chi ha i capelli normali, tutt’al più un po’ secchi o grassi, il lavaggio può essere anche quotidiano usando però uno shampoo ultra delicato.

Si versa una quantità minima di prodotto nel palmo della mano e la si diluisce, sempre nel palmo, con un po’ d’acqua. Poi si applica sui capelli e si massaggia per un minuto circa. Va fatta una sola applicazione.

Il risciacquo è la fase più importante alla quale si dovrebbe dedicare almeno 3-5 minuti in modo da eli­minare completamente i tensioattivi presenti, danno­sissimi se lasciati seccare sui capelli.

Se nel corso della stessa giornata fosse necessario un secondo lavaggio, per esempio perché si è sudato molto, si deve utilizzare solo la metà della dose abi­tuale di prodotto, applicandola una sola volta, ma assai più velocemente. L’obbiettivo è dare allo sham­poo il tempo di detergere senza lasciarlo agire. Il risciacquo deve essere accurato.

Chi ha i capelli secchi o grassi con la forfora o con altri problemi deve invece alternare uno shampoo medicato con uno delicato, seguendo le stesse regole del caso precedente. La frequenza e i tempi di applicazione in questo caso sono indicate dal dermatologo.

La pulizia dei capelli

Sugli shampoo se ne sentono di tutti i colori. Di soli­to la contesa riguarda la frequenza del lavaggio: c’è chi se li lava tutti i giorni, chi una volta alla settimana, chi addirittura una volta al mese. E anche la scelta del prodotto da utilizzare è fonte di controversie. Innanzitutto, bisogna dire che non esiste una rego­la fissa che stabilisca il numero dei giorni che devono intercorrere tra un lavaggio e l’altro. I capelli vanno lavati seguendo il buon senso, quando cominciano a sporcarsi, quando tendono a diventare opachi, untuo­si, pesanti, quando ci si sente a disagio, significa che è arrivato il momento di uno shampoo.

Una cosa è certa: oggi possiamo affermare senza ombra di dubbio che le vecchie teorie secondo cui i capelli vanno lavati il meno possibile per non correre il rischio di accelerarne la caduta, non reggono più. Numerosi studi, anzi, provano che è vero proprio il contrario. Una recente ricerca condotta negli Stati Uniti ha dimostrato che la caduta dei capelli aumenta diminuendo la frequenza dei lavaggi; lo stesso studio ha accertato che lavando spesso i capelli non si verifi­ca assolutamente quel fenomeno di rimbalzo (detto effetto “rebound”) per cui a ogni lavaggio aumente­rebbe la secrezione di sebo. Ciò si verifica solo quan­do si utilizza con troppa frequenza uno shampoo eccessivamente forte e sgrassante. Con questi prodot­ti (sconsigliati pure dai dermatologi) c’è anche il rischio di incrinare l’equilibrio del cuoio capelluto fino a sconvolgere i cicli vitali dei bulbi in modo a volte irrimediabile.

Il colore dei capelli

E’ facile dire biondi, bruni, cantati o brizzolati. Il colore dei capelli è scritto nel nostro patri­monio genetico ed è dovuto alla diversa combina­zione di alcuni “coloranti” o, per meglio, dire, pigmenti, denominati melanine. Queste sostanze, le stesse che danno il colore alla nostra pelle e sono responsabili dell’abbronzatura, sorto caratteristi­che della razza cui si appartiene, ma dipendono anche dall’età e da fattori ereditari.

Letteralmente, melanina significa nero. In realtà questa denominazione si riferisce a una varietà di pigmenti non tutti neri: sfumature che vanno dal grigio al rosso, al marrone, al giallo.

L’intero arcobaleno dei colori tipici dei capelli deriva da due tipi di melanina. Quelle che danno ai capelli la bruna e castana scura, si chiamano melanine e sotto in gran parte nere. Poi ci sotto le feomelanine dai colori giallo e rosso, che datino capelli biondi, rossi e castano dorati a seconda della loro combinazione.

La melanina viene prodotta dai melanociti, e immagazzinata all’interno del bulbo, poi trasfe­rita nella corteccia del capello (lo strato interme­dio del fusto). Ma nel processo di colorazione del capello entrano in gioco anche gli ormoni. I melanociti infatti sono influenzati dall’ormone MSH, che è in grado di scurire i capelli chiari. E’ probabile che anche altri ormoni, che sorto in grado di modificare il colore della pelle (per esempio quelli femminili, gli estrogeni, che durante la gravidanza causano delle macchie giallo ambrate sul viso) possano avere qualche influenza sul colore dei capelli.

Con l’età, la funzione dei melanociti si riduce e i capelli imbiancano. L’incanutimento, infatti, dipende dalla perdita di melanina. L’età d’inizio di questo processo dipende prima di tutto dall’ereditarietà, ma possono essere importanti anche altri fattori. Lo stress, per esempio. In seguito a uno shock infatti i capelli possono cadere e ricrescere bianchi. In ogni caso, le stati­stiche dicono che a 50 anni la metà della popo­lazione ha almeno il 50 per cento dei capelli bianchi. L’incanutimento, però, può arrivare anche prima: chi lui avuto genitori precoce­mente incanutiti vedrà sbiancare le sue chiome altrettanto presto.

Esistono inoltre varie malattie che rendono i capelli bianchi anche ai giovani: le maggiori responsabili sono l’anemia perniciosa e i distur­bi della tiroide.

Ormoni e capelli

Molti ormoni hanno una notevole influenza sullo sviluppo e sulla crescita dei capelli. I peli del corpo sono uno dei caratteri sessuali secon­dari e hanno caratteristiche diverse nei due sessi. Anche i capelli sono rigidamente regolati dagli ormoni e in questo caso i più importanti sorto quelli prodotti dalla tiroide (una ghiandola che si trova alla base del collo), dall’apofisi (urta ghiandola che si trova nel cervello) e gli ormoni sessuali (testosterone) prodotti da testicoli e ovaie. L’insieme di questi ormoni, attraverso la circolazione del sangue, raggiunge il bulbo pilifero influenzan­done notevolmente l’attività riproduttiva.

Ciclo di vita dei capelli

I capelli nascono, crescono, cadono e si rinnovano in continuazione seguendo un ciclo di vita ben preciso costituito di tre fasi. Fortunatamente, non tutti i capelli seguono contemporaneamente le tre fasi: se fosse così crescerebbero e cadrebbe­ro tutti contemporaneamente e ci ritroveremmo periodicamente calvi, proprio come succede durante la motti degli animali. In una capiglia­tura sana, invece, diversi follicoli, uno vicino all’altro, si trovano in diverse fasi del ciclo vitale e ciò consente un rinnovamento continuo. Ecco quali sorto le fasi in cui i capelli nascono, si svi­luppano e cadono.

 

STADIO ANAGEN

E’ la fase di crescita. Le cellule del bulbo si riproducono e formano il fusto. Questa fase ha una durata di 3-5 anni, nia nella donna può arrivare a 6-7 anni.

 

STADIO CATAGEN

In seguito a uno stintolo che i ricercatori non sono ancora riusciti a evi­denziare (probabilmente ormonale), lei fase arta­gen si blocca. Le cellule non si moltiplicano più, il bulbo entra in un periodo di riposo che dura circa 2 settirrutite. Quindi il bulbo risale legger-niente attraverso la pelle fino in superficie e il fusto smette di crescere.

 

STADIO TELOGEN

Corrisponde al periodo in cui cessa ogni attività e i capelli sorto pronti a cadere. Da questo momento, circa 3 mesi più tardi, il bulbo ricomincia a produrre le cellule del fusto di un nuovo capello che entra nella fase anagen.

Le fasi anagen, catagen e telogen sono in rela­zione tra loro mediante quella che gli esperti chiamano “regola del 3-3-3” Se l’anagen dura 3 anni, la fase catagen dura 3 settimane e il periodo telogen dura 3 mesi. In pratica dall’86 al 90 per cento dei capelli si trovano nella fase ana­gen, dal 13 al 17 per cento in catagen, mentre solo l’uno per cento è in fase telogen.

Sebo dei capelli

Il bulbo e il capello sono sempre accompagnati dalla presenza di ghiandole sebacee, depu­tate a produrre, il sebo. Questa sostanza oleosa si riversa attraverso un sottile canale, chiamato dotto escretore, nella cavità che accoglie il bulbo e cioè il follicolo pilifero. Iri questo modo lubrifi­ca il capello. Questo processo avviene grazie all’azione del muscolo erettore del pelo, un muscolo piccolissi­mo di cui è dotato ogni singolo follicolo pilifero. Quando questi muscoli non sono contratti, i peli sono disposti obliquamente sulla pelle, quando invece il muscolo si contrae il pelo si raddrizza comprimendo la ghiandola sebacea che si svuota.

Anatomia dei capelli

I capelli sono peli con caratteristiche speciali e nascono da strutture che si chiariamo follicoli piliferi. Ogni capello è formato da 3 parti: da una visibile che si chiama stelo o fusto, dal bulbo posto immediatamente sotto la pelle e dalla radi­ce posta più in profondità.

Lo stelo è composto da 3 strati: al centro c’è il midollo, formato da cellule prive di nucleo disposte in colonne. Il secondo strato è la cortec­cia, formata da cellule allungate che contengono i pigmenti di melanina, gli elementi che conferi­scono il colore alle chiome, e questa è la parte più voluminosa del capello. Lo strato più esterno è la cuticola, formata da cellule cornee a forma di scaglia, incastrate le une sulle altre come le tegole di un tetto.

Dal punto di vista estetico lo strato più impor­tante è la cuticola che costituisce la parte più visibile del capello. Le cellule di questo strato sono simili a microscopiche squame. Il loro spessore è inferiore a 5 centomillesimi di millimetro. Quando è intatta, la cuticola con­ferisce al capello la sua brillantezza, il suo aspetto sano e piacevole al tatto. Gli strati del fusto sono formati da cellule contenenti diversi tipi di cheratina, che è la sostanza base della struttura del capello, delle unghie e dello strato corneo. La parte terminale della radice si allarga a forma di bulbo incavato alla base. In. questo alloggiamento è situata la papilla che rappre­senta il centro vitale del capello. La papilla, ricca di vasi sanguigni, porta al bulbo le sostanze di nutrimento per la sua attività riproduttiva.

Il bulbo, (in cui sono presenti anche i melano­citi, cioè le cellule che determinano il colore dei capelli), dunque è il cuore del capello: qui ha sede tutta l’ attività che porta alla costruzione del pelo. Le cellule del bulbo, moltiplicandosi e spin­gendosi verso la superficie, si cheratinizzano. Ciò significa che perdono il loro nucleo e si tra­sformano in quella sostanza cornea che è la che­ratina. Il bulbo è l’unica parte viva del capello. Insomma: non bisogna mai credere che qual­che prodotto possa restituire vita alle chiome. Questa affermazione ha esclusivamente un significato estetico e deve essere intesa come “tono e luminosità, vaporosità”. Dal punto di vista scientifico, infatti, è un controsenso perché, abbiamo visto, quelli che ci portiamo in testa sono fili di cellule morte.

Nascita dei capelli

Se non servono a niente, in compenso i capelli hanno una vita lunga e complicata. I follicoli da cui prenderanno origine i capelli cominciano a formarsi a partire, dal secondo mese di gravi­danza. Il feto, al quinto mese, è molto peloso non solo sulla testa, ma su tutta la superficie del corpo. Alla nascita il bambino ha in testa capelli avventizi che successivamente cadono e vengono rimpiazzati, nell’arco di qualche mese, da capelli definitivi. Questi, inizialmente, sono sottili e pro­gressivamente aumentano di diametro a partire dall’età che precede l’adolescenza.

Ognuno di noi possiede trai 150 e i 250 mila capelli che crescono alla velocità di circa 3 milli­metri alla settimana. Quando si è in buona salu­te, soprattutto da giovani, il capello può crescere anche di 20 centimetri in un anno, e così di seguito per 6, 7 anni. Dopo di che il follicolo entra nella fase di riposo e qualche mese più tardi il capello cade. In altre parole, rasando a zero tiri ragazzo di 15 anni, e ammesso che non vada dal parrucchiere per 7 anni di fila, al venti­duesimo compleanno lo stesso ragazzo potrebbe esibire urta chioma di quasi un metro e mezzo di lunghezza.

In alcuni casi, rari, il capello non entra nella fase di riposo ma continua a crescere. Il record di lunghezza dei capelli, infatti, è di 7 metri.

Ogni giorno perdiamo dai 30 ai 100 capelli, ma ciò è del tutto normale, fa parte cioè del naturale ricambio che si verifica nelle chiome; a questo numero dobbiamo aggiungere anche quella piccola parte di capelli che restano nella spazzola, nel lavandino quando li laviamo o li asciughiamo con il fon. Per fortuna, però, questi capelli saranno presto rimpiazzati da quelli che nasceranno.