Ciclo di vita dei capelli

I capelli nascono, crescono, cadono e si rinnovano in continuazione seguendo un ciclo di vita ben preciso costituito di tre fasi. Fortunatamente, non tutti i capelli seguono contemporaneamente le tre fasi: se fosse così crescerebbero e cadrebbe­ro tutti contemporaneamente e ci ritroveremmo periodicamente calvi, proprio come succede durante la motti degli animali. In una capiglia­tura sana, invece, diversi follicoli, uno vicino all’altro, si trovano in diverse fasi del ciclo vitale e ciò consente un rinnovamento continuo. Ecco quali sorto le fasi in cui i capelli nascono, si svi­luppano e cadono.

 

STADIO ANAGEN

E’ la fase di crescita. Le cellule del bulbo si riproducono e formano il fusto. Questa fase ha una durata di 3-5 anni, nia nella donna può arrivare a 6-7 anni.

 

STADIO CATAGEN

In seguito a uno stintolo che i ricercatori non sono ancora riusciti a evi­denziare (probabilmente ormonale), lei fase arta­gen si blocca. Le cellule non si moltiplicano più, il bulbo entra in un periodo di riposo che dura circa 2 settirrutite. Quindi il bulbo risale legger-niente attraverso la pelle fino in superficie e il fusto smette di crescere.

 

STADIO TELOGEN

Corrisponde al periodo in cui cessa ogni attività e i capelli sorto pronti a cadere. Da questo momento, circa 3 mesi più tardi, il bulbo ricomincia a produrre le cellule del fusto di un nuovo capello che entra nella fase anagen.

Le fasi anagen, catagen e telogen sono in rela­zione tra loro mediante quella che gli esperti chiamano “regola del 3-3-3” Se l’anagen dura 3 anni, la fase catagen dura 3 settimane e il periodo telogen dura 3 mesi. In pratica dall’86 al 90 per cento dei capelli si trovano nella fase ana­gen, dal 13 al 17 per cento in catagen, mentre solo l’uno per cento è in fase telogen.

Sebo dei capelli

Il bulbo e il capello sono sempre accompagnati dalla presenza di ghiandole sebacee, depu­tate a produrre, il sebo. Questa sostanza oleosa si riversa attraverso un sottile canale, chiamato dotto escretore, nella cavità che accoglie il bulbo e cioè il follicolo pilifero. Iri questo modo lubrifi­ca il capello. Questo processo avviene grazie all’azione del muscolo erettore del pelo, un muscolo piccolissi­mo di cui è dotato ogni singolo follicolo pilifero. Quando questi muscoli non sono contratti, i peli sono disposti obliquamente sulla pelle, quando invece il muscolo si contrae il pelo si raddrizza comprimendo la ghiandola sebacea che si svuota.

Anatomia dei capelli

I capelli sono peli con caratteristiche speciali e nascono da strutture che si chiariamo follicoli piliferi. Ogni capello è formato da 3 parti: da una visibile che si chiama stelo o fusto, dal bulbo posto immediatamente sotto la pelle e dalla radi­ce posta più in profondità.

Lo stelo è composto da 3 strati: al centro c’è il midollo, formato da cellule prive di nucleo disposte in colonne. Il secondo strato è la cortec­cia, formata da cellule allungate che contengono i pigmenti di melanina, gli elementi che conferi­scono il colore alle chiome, e questa è la parte più voluminosa del capello. Lo strato più esterno è la cuticola, formata da cellule cornee a forma di scaglia, incastrate le une sulle altre come le tegole di un tetto.

Dal punto di vista estetico lo strato più impor­tante è la cuticola che costituisce la parte più visibile del capello. Le cellule di questo strato sono simili a microscopiche squame. Il loro spessore è inferiore a 5 centomillesimi di millimetro. Quando è intatta, la cuticola con­ferisce al capello la sua brillantezza, il suo aspetto sano e piacevole al tatto. Gli strati del fusto sono formati da cellule contenenti diversi tipi di cheratina, che è la sostanza base della struttura del capello, delle unghie e dello strato corneo. La parte terminale della radice si allarga a forma di bulbo incavato alla base. In. questo alloggiamento è situata la papilla che rappre­senta il centro vitale del capello. La papilla, ricca di vasi sanguigni, porta al bulbo le sostanze di nutrimento per la sua attività riproduttiva.

Il bulbo, (in cui sono presenti anche i melano­citi, cioè le cellule che determinano il colore dei capelli), dunque è il cuore del capello: qui ha sede tutta l’ attività che porta alla costruzione del pelo. Le cellule del bulbo, moltiplicandosi e spin­gendosi verso la superficie, si cheratinizzano. Ciò significa che perdono il loro nucleo e si tra­sformano in quella sostanza cornea che è la che­ratina. Il bulbo è l’unica parte viva del capello. Insomma: non bisogna mai credere che qual­che prodotto possa restituire vita alle chiome. Questa affermazione ha esclusivamente un significato estetico e deve essere intesa come “tono e luminosità, vaporosità”. Dal punto di vista scientifico, infatti, è un controsenso perché, abbiamo visto, quelli che ci portiamo in testa sono fili di cellule morte.

Nascita dei capelli

Se non servono a niente, in compenso i capelli hanno una vita lunga e complicata. I follicoli da cui prenderanno origine i capelli cominciano a formarsi a partire, dal secondo mese di gravi­danza. Il feto, al quinto mese, è molto peloso non solo sulla testa, ma su tutta la superficie del corpo. Alla nascita il bambino ha in testa capelli avventizi che successivamente cadono e vengono rimpiazzati, nell’arco di qualche mese, da capelli definitivi. Questi, inizialmente, sono sottili e pro­gressivamente aumentano di diametro a partire dall’età che precede l’adolescenza.

Ognuno di noi possiede trai 150 e i 250 mila capelli che crescono alla velocità di circa 3 milli­metri alla settimana. Quando si è in buona salu­te, soprattutto da giovani, il capello può crescere anche di 20 centimetri in un anno, e così di seguito per 6, 7 anni. Dopo di che il follicolo entra nella fase di riposo e qualche mese più tardi il capello cade. In altre parole, rasando a zero tiri ragazzo di 15 anni, e ammesso che non vada dal parrucchiere per 7 anni di fila, al venti­duesimo compleanno lo stesso ragazzo potrebbe esibire urta chioma di quasi un metro e mezzo di lunghezza.

In alcuni casi, rari, il capello non entra nella fase di riposo ma continua a crescere. Il record di lunghezza dei capelli, infatti, è di 7 metri.

Ogni giorno perdiamo dai 30 ai 100 capelli, ma ciò è del tutto normale, fa parte cioè del naturale ricambio che si verifica nelle chiome; a questo numero dobbiamo aggiungere anche quella piccola parte di capelli che restano nella spazzola, nel lavandino quando li laviamo o li asciughiamo con il fon. Per fortuna, però, questi capelli saranno presto rimpiazzati da quelli che nasceranno.

Capelli resistenti

Test di resistenza dei capelli

Volete valutare quanto sono forti i vostri capelli? Prendete una ciocca di capelli e un po’ di nastro adesivo trasparente. Fate aderire al nastro 10 monete da 1 euro distanziate fra loro di circa un centimetro. A un capo del nastro appoggiate saldamente la parte più grossa del capello. Piegate l’adesivo in nodo da avvolgere il capello. Prendendo tra il pollice e l’indice l’altro capo del capello sollevate lentamente la collana di monete fino quando si rompe. Ogni moneta pesa 8 grammi: se il capello è sano, riuscirà a sollevare tutte le monete. Dal numero delle monete che il capello riuscirà a sollevare si potrà capire la sua consistenza: se riesce a sollevare 8 monete vuol dire che è abbastanza forte, 6 mone­te che è debole, 4 monete che è debole e sfibrato.