Scegliere lo shampoo

Esistono alcuni criteri elementari cui attenersi. Se il cuoio capelluto è sano, basta sceglierne uno che sia delicato e il meno irritante possibile, che abbia una preparazione con ph (il grado di acidità) compreso tra 4 e 6, quindi leggermente acido. Dovrebbe essere il più naturale possibile senza conservanti e forti pro­fumi, non dovrebbe produrre troppa schiuma e non essere troppo sgrassante. Dovrebbe limitarsi a deter­gere la secrezione del sebo, lo sporco provocato dagli agenti atmosferici e lo strato di cellule morte. Uno shampoo simile è adatto a tutti: ai bambini, agli adulti, a chi ha i capelli secchi, a chi li ha grassi e ciò perché svolge un’importante azione detergente senza comportare rischi peri capelli.

 

Shampoo medicati

Alcuni shampoo specifici, delicati o leggermente forti sono consigliabili per le persone che presentano un’eccessiva produzione di sebo. Esistono molti pre­parati che assicurano questi requisiti e sono consi­gliati dal dermatologo o dal farmacista. Contra­riamente a quanto si pensa, questi prodotti hanno un costo contenuto rispetto a quelli che troviamo nei supermercati. Invece bisogna stare molto attenti a certi prodotti di nessuna qualità, cosmetologicamente e dermatologicamente scadenti, che hanno l’unico vantaggio di costare poco. Questi prodotti vanno usati solo raramente, per non rischiare possibili danni alla pelle, irritazioni  e fenomeni di sensibilizzazioni (come gli eczemi).

 

Come scegliere lo shampoo

In sintesi, uno shampoo di qualità dovrebbe avere le caratteristiche che seguono:

 

  1. Non contenere troppi tensioattivi, quindi fare poca schiuma, o detergenti aggressivi che sgrassano eccessivamente.
  2.  Essere neutro o leggermente acido. Ricordiamo che uno shampo con ph decisamente acido è utile in alcune dermatosi del cuoio capelluto. Sono assoluta­mente da evitare i preparati alcalini.
  3.  Essere composto da sostanze di buona qualità naturali o di sintesi. Non dimentichiamo che il natu­rale a tutti i costi non sempre è garanzia di sicurezza.
  4.  In caso di dubbio sul tipo di shampoo più adatto conviene farsi consigliare dal dermatologo o dal far­macista.
  5. Attenzione alle super miscele: cocktail di erbe, sostanze attive normalizzanti e così via.
  6. Meglio un’unica azione mirata é sicura che un miscuglio di tutto.
  7. Meglio fidarsi di ditte serie piuttosto che affidarsi a barattoli più o meno anonimi che garantiscono “miracoli”.
  8. Uno shampoo medicato di buona qualità guari­sce o corregge certi disturbi. Non farà mai ricrescere i capelli caduti.
  9. Lo shampoo-balsamo è utile per i capelli che sono particolarmente elettrici o difficili da pettinare.

 

Regole per usare bene lo shampoo

 

Per chi ha i capelli normali, tutt’al più un po’ secchi o grassi, il lavaggio può essere anche quotidiano usando però uno shampoo ultra delicato.

Si versa una quantità minima di prodotto nel palmo della mano e la si diluisce, sempre nel palmo, con un po’ d’acqua. Poi si applica sui capelli e si massaggia per un minuto circa. Va fatta una sola applicazione.

Il risciacquo è la fase più importante alla quale si dovrebbe dedicare almeno 3-5 minuti in modo da eli­minare completamente i tensioattivi presenti, danno­sissimi se lasciati seccare sui capelli.

Se nel corso della stessa giornata fosse necessario un secondo lavaggio, per esempio perché si è sudato molto, si deve utilizzare solo la metà della dose abi­tuale di prodotto, applicandola una sola volta, ma assai più velocemente. L’obbiettivo è dare allo sham­poo il tempo di detergere senza lasciarlo agire. Il risciacquo deve essere accurato.

Chi ha i capelli secchi o grassi con la forfora o con altri problemi deve invece alternare uno shampoo medicato con uno delicato, seguendo le stesse regole del caso precedente. La frequenza e i tempi di applicazione in questo caso sono indicate dal dermatologo.