La forfora

La forfora colpisce qualsiasi tipo di capel­lo: grasso, secco o normale, ma ha una certa pre­ferenza per i capelli degli uomini. Interessa oltre il 40 per cento della popolazione di età tra i 16 e i 40 anni. Durante l’adolescenza la forfora fa comunemente la sua prima comparsa come conseguenza dei normali flussi ormonali. Può comunque ripetersi nel corso della vita facendo la sua comparsa principalmente d’inverno e in primavera. Non è in sé una malattia, ma un’alterazio­ne della fisiologia del cuoio capelluto dovuta generalmente a fattori costituzio­nali e legata anche a situazioni di stress psicologico.

Liberarsi non è sempre facile. In­nanzitutto, bisogna individuarne le cause specifiche della forfora e analizzare se veramente si tratta di questo problema. La forfora si pre­senta sempre con scaglie finissime e puntiformi, è sempre limitato al cuoio capelluto. La fine polvere bianca che si vede è il prodotto finale del ricambio troppo veloce delle cellule cutanee che di­ventano visibili. Queste non vanno confuse con quelle della dermatite seborroi­ca.

La psoriasi è una malattia della pelle che pro­duce squame simili a forma stratificata e lamellare e può essere confusa con là forfora.

Le ultime ricerche mediche hanno evidenziato la compo­nente costituzionale del problema. E’ stata invece ridimensionata la teoria che attribuiva la formazione della forfora all’azione di un fungo che è un ospite abituale della pelle: il pytirosporum ovalis. Questo fungo si nutre della cheratina che si stacca durante il processo di ricambio delle cellule. Secondo questi studi il pytirosporum ovalis non è la causa della forfora, ma una conseguenza. Si ritiene che sia soltanto un parassita molto a suo agio sulle teste che producono molta forfora, tanto da svilupparsi più facilmente proprio lì. L’eliminazione totale del fungo, attraverso una cura antibiotica, non riduce infatti la forfora.

Esplorando la struttura del cuoio capelluto delle persone che hanno la forfora si è visto che, nello stra­to intermedio, esistono piccole zone infiammate. E’ proprio in questi punti, non rilevabili sulla testa delle persone senza forfora, che, a quanto pare, si verifica un accresciuto ricambio di cellule. Fino a oggi, però, i ricercatori non sono  ancora riusciti a scoprire quale sia la causa di queste piccole infiammazioni.

Esistono alcune certezze: La forfora non ha nulla a che vedere con l’alimentazione. La forfora non fa assolutamente cadere i capelli. La forfora è probabilmente aggravata da stress, clima, cambi di stagione,  cicli ormonali e alcuni cosmetici per  capelli.

Le cure naturalmente variano a seconda della severità  del problema. Se la forfora è lieve, basta utilizzare uno shampoo specifico una o due volte alla settimana per 2-3 mesi. Se invece è media e accompagnata da prurito, allo shampoo bisogna aggiungere una soluzione a base di alcol e acido salicilico da applicare 2-4 volte al giorno per 20 giorni. Se desquamazione e prurito sono molto forti si usano, alternandoli, shampoo al catrame e shampoo al chetoconazolo. Inoltre, si possono fare applicazioni locali di cortisone, che devono essere comunque pre­scritte dal dermatologo.