LE SOLUZIONI CHIRURGICHE
LA CHIRURGIA TRADIZIONALE
La calvizie é quasi sempre stata vista e vissuta come un simbolo negativo. Difficilmente l’uomo accetta l’incipiente perdita di capelli con serenità o per lo meno con rassegnazione. Anzi, nella maggior parte dei casi, la vive con angoscia e frustrazione. Il ritrovarsi con pochi capelli in testa é per molti fonte di grandissimo disagio: ci si sente esteticamente meno piacenti, forse meno virili, si ha il timore di essere considerati più vecchi o meno interessanti. La calvizie é tra i problemi estetici più “sentiti” dagli uomini (ed ora da un numero sempre crescente di donne). E’ stata proprio l’intensità con la quale viene vissuta negativamente questa situazione, ad aver permesso nel corso degli anni di trovare soluzioni sempre più efficaci e dall’effetto più naturale possibile. Dalle protesi alle diverse tecniche di correzione, la chirurgia tricologica ha fatto dei passi da gigante, pur presentando - in molti ambiti - dei limiti da non sottovalutare. Ecco quattro interventi, usati ancor oggi dalla chirurgia tradizionale, ma superati dalle nuove tecniche d’avanguardia.
ROTAZIONE DEI LEMBI
Consiste nel sollevare, nella parte posteriore della testa, un lembo di cuoio capelluto (provvisto di capelli), ruotandolo fino a coprire la zona senza capelli (in genere la regione frontale). Questa procedura viene anche definita “lembo o lembi di Juri”, dal nome del chirurgo argentino che tra gli altri autori ha maggiormente studiato e messo a punto questa tecnica. L’intervento viene eseguito in anestesia generale o locale. E’ una tecnica piuttosto cruenta, che ha tuttavia il vantaggio di rinfoltire immediatamente la chioma e di ricoprire una calvizie entro il 5° stadio. Per risultati soddisfacenti, é necessaria una buona manualità chirurgica, altrimenti il rischio di insuccesso e di cicatrici profonde é rilevante.
Limiti: sull’attaccatura del lembo ruotato, si forma una cicatrice abbastanza visibile. I tempi di guarigione sono piuttosto lunghi e c’é il rischio che il lembo ruotato non riesca a sopravvivere. Ancora sotto il profilo estetico, si realizzano generalmente linee frontali troppo palesamente “cicatriziali” e si ottengono aree ricoperte da capillizio ad immediato contatto con altre completamente glabre, così da ottenere un aspetto di tipo “zebrato”.I soggetti che hanno riportato uno scarso esito cicatriziale a livello della ricostruita linea frontale, sono costretti in questo caso ad essere sempre attentamente pettinati.
IMPIANTO DI CAPELLI ARTIFICIALI
L’origine di questa tecnica si deve al biologo giapponese Shiro Yamada che nel 1965 realizzò i primi capelli sintetici e ideò il loro inserimento nel cuoio capelluto attraverso una specie di asola. La tecnica oggi si é perfezionata: i filamenti artificiali, del colore e della lunghezza adeguati, vengono inseriti grazie ad una micro-elettrosaldatura, inclinati di 45° alla profondità di un millimetro.
Limiti: il rischio di infezioni del cuoio capelluto, grazie all’igiene pre e post-operatoria e alle nuove tecniche, é pressoché raro. L’intervento comunque presenta parecchi limiti: il 10-20% delle fibre impiantate é soggetto a caduta (necessaria quindi una seduta di rinfoltimento ogni anno); viene richiesta una cura particolare della chioma (non frizionare ed esporre la testa ad alte temperature).
AUTOTRAPIANTO A ISOLE
Prevede l’asportazione chirurgica di “isolette” di capelli (cilindretti di cuoio capelluto comprendenti bulbi piliferi e grasso), prelevate da una zona donatrice (in genere la nuca, dove crescono ancora vigorosi). Queste isolette verranno successivamente segmentate e impiantate nella zona calva della testa, previe piccolissime incisioni a tasca.
Limiti: nonostante questa tecnica abbia il vantaggio di utilizzare capelli propri che successivamente cresceranno, presenta un inconveniente non indifferente: l’attaccatura dei capelli “a ciuffetti”, dona un effetti bambola alquanto sgradevole. Altro limite riguarda la presenza, in molti casi, di una superficie del cuoio capelluto “a montagnole” (non piana): in questo caso il risultato é lontanissimo dal raggiungere quell’obiettivo di naturalità, proprio per l’incapacità di ricostruire perfettamente la linea dei capelli.
RIDUZIONE DELLO SCALPO
Prevede l’asportazione di piccole superfici glabre ed il successivo avvicinamento dei lembi contrapposti. L’intervento consente così di limitare l’impiego di tecniche di copertura e si rivolge ad aree alopeciche di vertice (occipitali, eventualmente centro-parietali).
Limiti: questa tecnica consente di asportare una limitata superficie alopecica. Lo scollamento generalmente non oltrepassa la linea nucale (come invece avviene nello Scalp lifting). Una controindicazione allo scalp reduction é il non aver stabilizzato la perdita dei capelli: se i capelli continueranno a cadere, sarà facilmente visibile la cicatrice lasciata da questo intervento. Tale cicatrice inoltre dovrà essere di buona fattura perché residua in zona visibile.
PERCHE’ FUNZIONA IL TRAPIANTO DEI CAPELLI?
Nella tecnica di trapianto dei capelli entrano in gioco due elementi del nostro corpo: l’epidermide ed il derma, che contiene i follicoli dei capelli (radici). Ogni singolo follicolo del cuoio capelluto é geneticamente programmato prima della nascita o ad essere sensibile agli ormoni maschili che incominciano ad apparire durante la pubertà (causando la perdita dei capelli dopo un certo periodo di tempo), oppure a generare capelli permanenti nel corso della vita. I capelli permanenti sono presenti virtualmente sulla testa di tutti gli uomini, persino su quelli piuttosto calvi. Sono concentrati in un’area a ferro di cavallo (area donatrice) nella parte inferiore della testa. Il trapianto dei capelli utilizza i capelli permanenti in eccesso che si trovano in questa area e li ricolloca - follicoli e resto - in aree diradate o calve sul vertice o sulla parte frontale. Il compito del chirurgo é quello di programmare un rinfoltimento dall’aspetto naturale che ben si adatti alla forma del viso, alle caratteristiche e all’età del soggetto. Per aumentare la foltezza e la densità della chioma, sceglierà la giusta quantità di capelli dalla zona donatrice e le giuste dimensioni delle incisioni. Il risultato é apprezzabile quando i capelli crescono insieme per formare una chioma naturale, evitando di rendere evidente il trapianto.





