Cosa devi sapere sulla radice di Maca e cosa può fare per i tuoi capelli

La pianta di maca, a volte indicata come ginseng peruviano, è una pianta crucifera della stessa famiglia di broccoli o cavolfiori. Più comunemente, la radice della pianta di maca viene essiccata e trasformata in polvere, quindi assunta per via orale in una capsula o spruzzata in un frullato.

La radice di Maca è nutrizionalmente densa e vanta notevoli quantità di vitamine e minerali, come vitamina C, ferro, vitamina B6, potassio e manganese. Ha anche fibre e proteine. Sebbene ci siano relativamente pochi studi clinici su tutti i benefici della radice se assunti per via orale, la pianta di maca è stata accreditata in modo anormale aumentando la vostra energia, libido e memoria. È stato anche dimostrato che salvaguarda la pelle aiutandola a proteggerlo dai danni dei raggi UV (è stato suggerito che potrebbe prevenire la formazione di cellule solari) e aumentando la produzione di antiossidanti da parte del corpo, che aiutano a combattere i radicali liberi che accelerano l’età. In effetti, era quest’ultimo vantaggio che probabilmente ha avviato la nuova tendenza all’uso della radice di maca per via topica e la scoperta che questo botanico multi-tasking può apportare benefici anche al cuoio capelluto e ai capelli.

Se usato localmente nel cuoio capelluto e nei prodotti per capelli, la radice di maca ha dimostrato di stimolare la micro-circolazione sanguigna nella pelle del cuoio capelluto, aumentando così la quantità di nutrimento che raggiunge i follicoli piliferi. Ne consegue che la tendenza ai follicoli piliferi avrà anche un impatto positivo sulla nuova crescita dei capelli . Infatti, i primi studi indicano che la radice di maca può rafforzare e ancorare nuovi filamenti al cuoio capelluto, riducendo il rischio di rottura e ricadute e contribuendo a incoraggiare una nuova crescita, un vantaggio per tutti coloro che soffrono di diradamento dei capelli.

Quanto costa il trapianto di capelli?

Le piastrine sono efficace per la calvizie

Forse non sarà la fine della calvizia ma è una vittoria per la scienza medica e per coloro che soffrono di alopecia. Si tratta di una nuova terapia medica che sfrutta delle caratteristiche riparative delle piastrine contenute nel proprio sangue per dare uno stimolo alla crescita e indurre un processo di rafforzamento di capelli assottigliati o diradati. La nuova terapia si chiama PRP (Plasma Ricco di Piastrine) è consiste nell’ infiltrazione nel cuoio capelluto di un estratto autologo di sangue contenente in effetti plasma molto ricco di piastrine. Il metodo di funzionamento di questa procedura medica è sorprendentemente semplice.

Le piastrine sono un fondamentale costituente cellulare del sangue. Le piastrine – che vengono prodotte nel midollo osseo – hanno la funzione di innescare i processi di rigenerazione a seguito di traumi o ferite. I responsabili di questi processi sono i fattori di crescita piastrinici. Quando viene fatto un prelievo e centrifugato il sangue, una delle porzioni che viene separata è il PRP che contiene una importante quantità di fattori di crescita piastrinici e di piastrine. La conseguenza è che la terapia è in grado di stimolare una riparazione dei tessuti accelerata in relazione alla naturale processo di guarigione.

Grazie a questa caratteristica la terapia viene sempre più frequentemente impiegato in diversi ambiti della medicina e della chirurgia. Ad esempio è efficacemente impiegato nella terapia delle ulcere diabetiche, nella terapia delle piaghe da decubito, nella cura a supporto della guarigione delle fratture ossee. Ultimamente anche la chirurgia estetica impiega la terapia per stimolare il ringiovanimento cutaneo e la ricrescita dei capelli.
Un fattore molto gradito dai sanitari e dai pazienti è la sicurezza del trattamento in quanto trattandosi di PRP autologo, non ci sono rischi legati a reazioni allergiche o trasmissioni di patologie.
I fattori di crescita piastrinici sono capaci di attivare le cellule staminali follicolari, responsabili della generazione di nuovi capelli, e di rendere i capelli presenti più robusti. La terapia offre ai pazienti afflitti da diradamento una innovativa e promettente alternativa nella terapia della caduta dei capelli.

Il PRP necessita – secondo le recenti ricerche scientifiche – un ciclo di sedute per raggiungere la stimolazione desiderata e dopo il ciclo di sessioni (3 /4) si potrà verificare una progressiva ricrescita dei capelli. Risulta comunque chiaro che la terapia PRP non consegue una trasformazione definitiva della fisiologia follicolare e conseguentemente sarà opportuno ripetere negli anni un nuovo ciclo di PRP.

Possono far male i bigodini o gli elastici ai capelli?

Vero o Falso

Tutto è basato sulla tensione che si crea alle chiome. Se l’elastico, il fermaglio o i bigodini mettono troppa pressione i capelli e troppo a lungo, questi ne potrebbero ovviamente soffrire. Si rischia di strapparli anche quando si fanno trecce. Ci non sta a significare che non si possano raccogliere i capelli o eventualmente avvolgerli sui bigodini: basta usarli con attenzione cercando di non usare troppa tensione nelle radici.

Lavarsi la chioma con una certa frequenza fa male?

Falso

Non bisogna lavare i capelli solo quando sono sporchi e usando detergenti non troppo forti. Lavando i capelli molto spesso non aumenta la caduta dei capelli, anche se molte persone lo pensano. I capelli che cadono mentre ci si lava sono quelli che sono nella fase telogen, quindi nella fase finale del loro ciclo vitale e cadrebbero comunque in un altro momento.

Le stagioni possono influire sulla caduta dei capelli?

Vero

Nel periodo della primavera e dell’ autunno è normale subire una maggiore caduta dei capelli. Questo processo è dovuto ad una specie di muta che avviene anche in molte specie di animali, oltre agli uomini. Questo fenomeno è ridotto negli umani e si limita a un ricambio stagionale. Infatti in questo periodo nel pettine e nel lavandino restano un maggior numero di capelli. La caduta stagionale è normale, caratterizza tutta la testa e rallenta da sola, non richiedendo nessun intervento curativo. In base alle variazioni di temperatura e alla variazione del numero di ore della luce gli ormoni fanno causare questo fenomeno, inoltre innescano il meccanismo del ricambio.

Spazzolare i capelli li rendono più sani?

Falso

Spazzolarsi, specialmente con troppa forza e frequenza, possono sfibrare la cuticola (la parte più esterna del fusto) fino a rompere il fusto. Questo danno è ancora più marcato quando spazzoliamo o pettiniamo i capelli bagnati. La soluzione sta nel pettinare i capelli con movimenti delicati e veloci. È consigliato scegliere una spazzola morbida con setole naturali e pettini con denti non troppo stretti, meglio se in legno. Il legno come gli altri materiali naturali, infatti, elettrizza meno il capello. La spazzola ha sicuramente dei risultati migliori del pettine.

Il sole e l’ acqua di mare fa bene alla forfora?

Vero e Falso

Si è osservato che esponendosi ad una giusta quantità di raggi ultra violetti si riesce ad rimuovere la forfora evitando l’eventuale ritorno. Non bisogna sottovalutare gli effetti che si potrebbero causare se non si frutta il sole con parsimonia perché potrebbe causare danni al fusto dei capelli, infatti è consigliato utilizzare prodotti che contengono filtri solari. Non esistono certezze che l’acqua salata possa limitare la produzione della forfora.

Tagliare i capelli li rende più forti?

Falso

In passato c’era l’usanza di tagliare i capelli o addirittura rasare la testa con la finalità di scongiurare futuri problemi di calvizia. Il ragionamento probabilmente arriva dalla botanica. Per rinforzare le piante, non c’è miglior rimedio che la potatura. Questo perché tagliando gli estremi della pianta viva, la parte centrale non deve alimentare lontano e conseguentemente si rafforza. I capelli sono un’altra storia. Il fusto capillare non è vivo per cui “potare i capelli” non ha senso.

Il capello non è come una pianta che tagliando i rami diventa più forte. Il taglio dei capelli rimuove soltanto la parte dello stesso che è costituito da cellule morte. Il taglio dei capelli non influenza la radice che è la zona del capello che cresce. Questa credenza deriva dalla costatazione che tagliando la parte più vecchia dei capelli e quindi più rovinata, i capelli acquistano un’ estetica più sana. Esclusivamente quando si procede con una vera e propria rasatura (“a spaz­zola”) si è notato che i capelli tendono a  crescere più rapidamente. Sembrerebbe come se il taglio radicale stimolasse la ricrescita. Comunque una cosa è certa: I capelli quando vengono tagliati, non diventano più forti o più folti.

Capelli radi nei bambini

Ci sono bambini che fin dalla nascita, per costitu­zione, hanno capelli radi. Questo problema si chiama ipotrichia infantile. Purtroppo per rimediare non si può far nulla. Ci sono anche alterazioni congenite (dalla nascita) per cui il fusto è deformato oppure i capelli risultano intrecciati tra loro. Quando i capelli non si riescono a pettinare in alcun modo si può pen­sare alla rara sindrome dei capelli ribelli. Anche in questo caso si tratta di un’alterazione già presente alla nascita, caratterizzata dalla disposizione dei capelli in ciocche che dirigono in direzione diverse. Questa anomalia diventa evidente fin dal terzo mese di vita: i capelli sono aridi, crespi, sbiaditi, pra­ticamente indomabili. Analizzato al microscopio, il fusto ha spesso una forma triangolare e lungo il capello si notano dei solchi che gli esperti chiamano docce. Fortunatamente questa anomalia tende a migliorare con l’età e dopo qualche anno è finalmente possibile domare la chioma.